Protezione di interfaccia (fotovoltaico)
La protezione di interfaccia è l’insieme di dispositivi e funzioni che garantiscono la
disconnessione automatica dell’impianto fotovoltaico dalla rete elettrica
in caso di guasti, anomalie o parametri di rete fuori specifica.
È un elemento chiave per la sicurezza dell’impianto e per la corretta
connessione alla rete.
Cos’è la protezione di interfaccia e a cosa serve
Quando un impianto fotovoltaico è collegato alla rete pubblica, può immettere energia in rete.
In condizioni normali questo è un vantaggio, ma in caso di blackout o anomalie potrebbe diventare un rischio.
La protezione di interfaccia serve proprio a evitare situazioni pericolose, garantendo che l’impianto:
- si disconnetta dalla rete in modo rapido e controllato;
- non alimenti una porzione di rete durante un’interruzione (anti-islanding);
- rispetti i limiti di tensione e frequenza richiesti.
Perché è obbligatoria
La protezione di interfaccia è prevista dalle norme tecniche e dalle regole di connessione (ad esempio
la CEI 0-21 per la bassa tensione,
e la CEI 0-16 per la media tensione).
È considerata un requisito essenziale per ottenere e mantenere l’allaccio alla rete.
In pratica tutela:
- l’utente finale (impianto e impianto elettrico domestico/aziendale);
- il gestore di rete e la stabilità del sistema elettrico;
- gli operatori che lavorano sulla rete in caso di guasti o manutenzioni.
Come funziona: disconnessione e controllo dei parametri di rete
La protezione di interfaccia monitora costantemente i parametri della rete e interviene quando rileva:
- tensione fuori soglia (sovratensione o sottotensione);
- frequenza fuori soglia;
- assenza rete o condizioni anomale (rischio islanding);
- altre anomalie richieste dalle regole di connessione.
In caso di evento, la protezione comanda la separazione dell’impianto dalla rete (apertura del dispositivo di interfaccia),
impedendo che l’impianto continui a immettere energia in condizioni non sicure.
Dove si trova (e con cosa è collegata)
A seconda della configurazione dell’impianto, la protezione di interfaccia può essere:
- integrata nell’inverter (soluzione comune per impianti domestici);
- esterna con dispositivo dedicato (più frequente su impianti complessi o in MT).
In entrambi i casi, deve essere correttamente dimensionata, configurata e documentata, perché incide direttamente sull’esito
della pratica di connessione e sulle verifiche del gestore.
Perché incide su allaccio e valorizzazione dell’energia
Una protezione di interfaccia non corretta (o non documentata) è una delle cause più frequenti di:
- richieste di integrazione durante l’iter di connessione;
- ritardi nell’attivazione;
- necessità di adeguamento prima dell’entrata in esercizio.
Senza una connessione corretta, possono slittare anche le attività successive legate alla valorizzazione dell’energia
(ad esempio Ritiro Dedicato o configurazioni di autoconsumo).
Errori comuni da evitare
- Parametri di soglia non corretti rispetto alle richieste del gestore;
- documentazione tecnica incompleta o incoerente con lo schema elettrico;
- protezione integrata nell’inverter ma non tracciata correttamente nei documenti;
- assenza di verifiche/controlli in fase di collaudo e fine lavori.