Allaccio alla rete impianto fotovoltaico
L’allaccio alla rete (o connessione alla rete elettrica) è la procedura che permette a un impianto fotovoltaico di
immettere energia nella rete pubblica e, quando previsto, di essere valorizzato economicamente tramite i meccanismi disponibili
(es. Ritiro Dedicato, autoconsumo condiviso/CER, ecc.).
In pratica è il passaggio che trasforma un impianto “installato” in un impianto ufficialmente connesso e operativo.
Collegare l’impianto alla rete: cosa significa davvero
Dopo l’installazione e le verifiche iniziali, il produttore (o l’installatore delegato) presenta al gestore di rete/distributore locale
la richiesta di connessione, allegando la documentazione tecnica richiesta. Il distributore valuta la richiesta, emette un preventivo di
connessione e, una volta accettato, procede con le attività necessarie fino all’attivazione e, se previsto, all’installazione/adeguamento dei contatori
(es. contatore bidirezionale).
Procedura allaccio fotovoltaico: i passaggi principali
- Richiesta di connessione al distributore (gestore di rete territoriale) con dati impianto, potenza, ubicazione e schema elettrico.
- Valutazione tecnica e preventivo del distributore (tempi e costi dipendono da potenza, complessità e interventi richiesti).
- Accettazione del preventivo e pagamento degli eventuali oneri.
- Realizzazione impianto e predisposizione delle opere di connessione (lato utente e, se necessario, lato rete).
- Verifiche e documentazione di fine lavori (dichiarazioni, conformità, regolazioni/protezioni).
- Attivazione della connessione e messa in esercizio: da questo momento l’impianto può immettere energia in rete.
Documenti tipici richiesti per l’allaccio alla rete
La lista può variare in base a potenza, configurazione (con/senza accumulo), tipologia di connessione e regole del distributore, ma in genere servono:
- Dati anagrafici del richiedente e titolarità del punto di prelievo/immobile.
- Progetto elettrico o schemi unifilari e specifiche tecniche dell’impianto.
- Dichiarazioni e certificazioni dei componenti (moduli, inverter, eventuale accumulo).
- Dichiarazione di conformità dell’impianto (al termine dei lavori) e documenti di sicurezza.
- Regolazioni/protezioni e parametri richiesti (in base alle norme tecniche applicabili).
- Eventuali pratiche urbanistiche/edilizie ove necessarie.
Tempi dell’allaccio: quanto ci vuole?
I tempi dipendono soprattutto da tre fattori:
(1) potenza e complessità dell’intervento, (2) carico di lavoro del distributore, (3) completezza della documentazione.
Nella pratica, gli slittamenti più comuni nascono da documenti mancanti, dati incoerenti, schemi non allineati o protezioni/regolazioni da correggere.
Costi di allaccio alla rete: da cosa dipendono
Il costo non è “unico” e può includere: oneri di istruttoria, eventuali lavori di adeguamento lato rete, installazione/adeguamento dei misuratori,
e attività tecniche di verifica. In generale, più l’intervento è semplice (impianto standard, potenza contenuta, rete disponibile), più i costi tendono a essere
prevedibili e contenuti.
Perché seguirlo attentamente (e cosa c’entra il GSE)
Una procedura corretta di allaccio dell’impianto fotovoltaico alla rete serve a evitare ritardi, contestazioni e blocchi sulla valorizzazione dell’energia.
È anche il momento in cui l’impianto viene “messo in condizione” di accedere ai meccanismi successivi, come:
- Ritiro Dedicato (RID): l’energia immessa viene ritirata e valorizzata secondo le regole applicabili.
-
Autoconsumo condiviso / Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): per configurazioni specifiche, la valorizzazione avviene in base alla condivisione
dell’energia tra più soggetti.
In altre parole: l’allaccio è il prerequisito operativo per “far funzionare” anche la parte economica del fotovoltaico.
Errori comuni che fanno perdere tempo (o soldi)
- Domanda incompleta o con dati incoerenti (POD, potenza, ubicazione, intestazioni).
- Schema elettrico non aggiornato o difforme rispetto all’impianto realizzato.
- Protezioni e regolazioni non impostate secondo le specifiche richieste.
- Tempistiche sbagliate: accettazione preventivo in ritardo o invio documenti fuori finestra.
- Assenza di deleghe chiare tra proprietario, installatore, progettista e soggetti coinvolti.