Decreto PNRR 2026: stanziati oltre 4 miliardi per CER e fotovoltaico, come beneficiare del fondo perduto dal 40% all’ 80%.

Sei un cittadino, un condominio o un’impresa interessata alle rinnovabili?

Scopri cosa prevede il Decreto PNRR 2026, chi può accedere ai fondi e quali opportunità ci sono per CER, agrivoltaico e biometano.

Il nuovo decreto PNRR 2026 dedicato alle rinnovabili rappresenta un’opportunità per chi vuole investire nell’efficientamento energetico della propria abitazione, perché stanzia oltre 4 miliardi di euro destinati a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)agrivoltaico e biometano.
Questo intervento del Governo è pensato per accelerare la transizione energetica e, soprattutto, per non perdere risorse europee ancora disponibili. Infatti, esistono ancora molte risorse stanziate dall’UE che l’Italia può sfruttare e il modo migliore è proprio quello di distribuirle in modo da aiutare le persone a investire sulle rinnovabili. Nello specifico il nuovo decreto PNRR è rivolto a proprietari di case private e condomini, ma anche alle imprese e vuole semplificare le procedure per accedere alle rinnovabili. Vediamo subito come funziona e quali sono le opportunità se vuoi installare un impianto fotovoltaico o entrare in una CER.

Come funziona il decreto PNRR 2026 per le Comunità Energetiche

Tra le misure più attese ci sono quelle dedicate alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Dopo il ridimensionamento degli incentivi nel 2025, che aveva lasciato molti progetti in sospeso, il nuovo decreto introduce un programma specifico di contributi a fondo perduto.

Lo stanziamento previsto è di circa 795 milioni di euro, destinati a sostenere nuovi investimenti e a dare continuità a progetti già avviati. Una notizia rilevante per cittadini, enti locali e condomìni che vogliono produrre e condividere energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dalla rete tradizionale e abbattendo i costi in bolletta.

Cosa prevedere il decreto PNRR 2026 per agrivoltaico e biometano

Il decreto non riguarda solo l’autoconsumo collettivo. Una parte consistente delle risorse è destinata anche a agrivoltaico e biometano, due tecnologie considerate fondamentali per raggiungere gli obiettivi climatici.

Per l’agrivoltaico sono previsti oltre 1 miliardo di euro, a sostegno di impianti che permettono di produrre energia solare senza sottrarre terreno all’attività agricola.
Per il biometano, invece, lo stanziamento supera i 2,2 miliardi di euro, con l’obiettivo di incentivare la produzione di gas rinnovabile soprattutto nei settori agricolo e industriale.

In entrambi i casi, il ruolo operativo sarà affidato al GSE, che dovrà pubblicare le Regole Operative entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Tempistiche e scadenze: cosa sapere per non perdere i fondi

Uno degli aspetti più importanti del Decreto PNRR 2026 riguarda le scadenze, pensate per evitare nuovi ritardi:

  • gli accordi di finanziamento dovranno essere firmati entro il 30 giugno 2026;
  • gli impianti finanziati dovranno essere realizzati e messi in esercizio entro 24 mesi dalla firma.

Chi non rispetta queste tempistiche rischia la perdita degli incentivi. Un dettaglio fondamentale per chi sta valutando se avviare un progetto nei prossimi mesi.

In altre parole, il decreto non è solo una manovra tecnica: può influenzare le scelte energetiche di chi vive in casa o in condominio nei prossimi anni.

Per approfondimento: Come installare pannelli fotovoltaici: guida a requisiti, autorizzazioni, costi e bonus

 

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